giovedì, 08 maggio 2008

 TORNA IL FILM BALNEARE




UnSul set di Un'estate al mare ho fatto una chiacchierata, per motivi professionali, col regista Carlo Vanzina. Come si sa, lui e il fratello Enrico sono figli d'arte: il padre era Steno (Stefano Vanzina), già sodale di Mario Monicelli (i due all'inizio della carriera di registi firmavano a quattro mani) e attivo artigiano del cinema italiano fra il 1949 e il 1982. Dei fratelli Vanzina si è detto tutto e il contrario di tutto. Certamente prolifici, anche se a tratti discontinui, a me i Vanzina sono simpatici. Basti citare due piccoli classici come Vacanze di Natale e Sapore di mare. Privi di qualsiasi spocchia autoriale, quando si sono messi a fare sul serio, hanno dimostrato di essere capaci di confezionare dignitosi prodotti medi, valgano gli esempi di Tre colonne in cronaca e Il pranzo della domenica, due film riusciti.



Carlo Vanzina non si vergogna di fare del cinema umile e popolare; conversando con lui ho scoperto – ma lo sapevo già – che è un ottimo conoscitore del cinema italiano, in particolare della commedia. Evidentemente l'imprinting di papà Steno, le estati a Castiglioncello negli anni Sessanta, l'assidua frequentazione delle sale si ritrovano nel citazionismo che pervade i film della ditta Vanzina. Durante quelle vacanze a Castiglioncello, non appena conquistata la patente di guida, i Vanzina Brothers hanno cominciato a venire in Versilia per passare delle serate memorabili alla Bussola di Focette e alla Capannina di Franceschi. Ricordi poi travasati in Sapore di mare, nella fiction televisiva Anni '60 e – presumibilmente – anche in questo Un'estate al mare.  Stavolta l'intento dichiarato è riesumare un genere, quello del film balneare, che ha avuto precedenti illustri anche qui in Versilia. Fra l'altro Carlo Vanzina si è dimostrato preparatissimo anche sui film di spiaggia girati a Viareggio e dintorni. Ricordiamone qualcuno.


GuendalinaGUENDALINA IN VACANZA. Citando di sfuggita La canzone dell'amore del 1930 e La famiglia Brambilla in vacanza (1941), film con sequenze “balneari” che coinvolgono Viareggio, il primo titolo che mi viene in mente è Guendalina, girato nel 1956 tra Viareggio e Forte dei Marmi e uscito nel 1957. Sarebbe riduttivo definirlo un film balneare, anche perché dietro la macchina da presa c'è un autore sensibile e preparato come Alberto Lattuada. Si vede bene Viareggio nello splendore degli anni Cinquanta.




LA VITA DIFFICILE DI ALBERTONE.Una vita difficile Un capolavoro di Dino Risi (me lo ha ricordato anche Carlo Vanzina) mostra la spiaggia e i locali notturni dell'inizio degli anni Sessanta. E' Una vita difficile (1961), con uno strepitoso Alberto Sordi che passeggia sulla spiaggia in completo scuro, bracca la moglie separata alla Costa dei Barbari e da Oliviero, porta il figlioletto al pranzo al Santa Monica e sputa sulle macchine che passano sul viale a mare, in un'alba grigia e triste.




Frenesia dellCARTOLINE DA VIAREGGIO. Frenesia dell'estate (regia di Luigi Zampa, 1963) è “il” film balneare per eccellenza di Viareggio. Struttura a storie parallele, molta spiaggia, locali notturni, cast memorabile con Vittorio Gassman, Amedero Nazzari, Philippe Leroy, Sandra Milo, Michèle Mercier. Folta pattuglia di sceneggiaturi per un film divertente: ci hanno messo mano Age, Scarpelli, Benvenuti, De Bernardi. Monicelli, Scarnicci e Tarabusi. La Milo fa la bombolonia, quella originale.






LA SANDRELLI 'GIOCA IN CASA'. La bella di LodiIl primo ruolo da protagonista assoluta per Stefania Sandrelli è quello del film La bella di Lodi (1963), di Mario Missiroli, dal libro omonimo di Alberto Arbasino. La bella attrice viareggina se ne sta languidamente distesa al sole sulla spiaggia di Forte dei Marmi prima di vivere un amore contrastato con un meccanico, tra le pinete, i viali a mare e il molo.




Peccato venialeSEXY LAURA AL FORTE. Nel 1973 Salvatore Samperi gira Peccato veniale, una versione balneare di Malizia, ambientandola nella Forte dei Marmi degli anni Cinquanta. Con Laura Antonelli, Alessandro Momo, Orazio Orlando e una giovanissima Monica Guerritore. Nelle cabine di legno succedono cose maliziose.




UN AUTORE AL SOLE. La circostanzaAnche Ermanno Olmi, nel 1974, racconta la vacanza estiva a Forte dei Marmi di una famiglia della buona borghesia milanese. Il film è La circostanza, non è ovviamente una commedia ma parla anche di estate e di spiaggia.




Sapore di mareNOSTALGIA ANNI '80. Sapore di mare, regia di Carlo Vanzina, 1982, è un film centrale per il genere, che rilanciò a suo tempo il cinema degli ombrelloni in Italia. I fratelli Vanzina ricostruiscono la villeggiatura a Forte dei Marmi nel 1964, fra Milva e Gino Paoli, i giochi in spiaggia e le danze in Capannina. Con Jerry Calà, Christian De Sica, Marina Suma e Isabella Ferrari. Imprescindibile e inossidabile. Con un seguito ufficiale (Sapore di mare 2 – Un anno dopo, di Bruno Cortini) e una pletora di derivati, fra qui i vari Abbronzatissimi, Rimini Rimini, Stesso mare, stessa spiaggia, eccetera.




MARIO IL BAGNINO. bagnomariaParlata fortemarmina, aria da sbruffone dal fondo buono, “una determinata potenza nei bracci”, il bagnino di Giorgio Panariello diventa uno dei protagonisti del film d'esordio alla regia del noto comico, Bagnomaria (1999). Tanta spiaggia fra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, due sceneggiatori toscani doc come Benvenuti e De Bernardi, che recuperano da Frenesia dell'estate la mitica figura della bombolonaia. Prima era la Milo, adesso è Manuela Arcuri. Le bombolonaie vere, però, erano molto meno attraenti.




UN NAPOLETANO IN VERSILIA.A ruota libera Sceglie la vacanza balneare a Forte dei Marmi anche Vincenzo Salemme, attore e regista partenopeo. Nel suo A ruota libera (2000) bellissime in bikini (la Ferilli e la 'solita' Arcuri), bravi caratteristi come Carlo Buccirosso e un improbabile duo di vecchiette (Massimo Ceccherini e Nando Paone in abiti femminili), che fanno il verso a Totò e Peppino.




IL RITORNO DI LEONARDO. Il principe e il pirataPieraccioni, che aveva infilato location versiliesi nel film d'esordio, I laureati, torna in riviera nel 2001 con Il principe e il pirata, vicenda on the road in coppia con Ceccherini. A Lido di Camaiore c'è una parentesi balneare, con la notevole Luisa Ranieri e le abituali gag da spiaggia.

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domenica, 20 aprile 2008

 Il padre assente di Mario Adorf


Mario AdorfTra i personaggi più simpaticamente umani di EuropaCinema di quest'anno io indicherei l'attore Mario Adorf, eccellente e preparato interprete di tanti film importanti, anche italiani. Nato in Svizzera nel 1930, è cresciuto in Germania ed è approdato al cinema nel 1954. Nel 1961 ha esordito nel cinema italiano, agli ordini di Luigi Comencini. Il film era A cavallo della tigre. Adorf parla correntemente quattro lingue, ha fatto anche il cantante ed è autore di libri che in Germania si vendono bene. Al suo attivo ha più 180 film, 40 dei quali girati nel nostro paese, che ama moltissimo. Sarà perché il padre era italiano, era il primario di una clinica in Calabria. A questo proposito l'attore ha svelato un retroscena del suo privato che ha colpito il pubblico degli incontri di EuropaCinema. Dunque il padre era il primario di questa clinica, alla fine degli anni 20. Arriva dalla Germania un moderno apparecchio per la radiografia, con un'equipe tecnica che deve metterlo a punto e collaudarlo. Di questo gruppo di lavoro fa parte anche la futura madre di Adorf. Per farla breve, i due si innamorano, e benché il medico sia sposato con prole, avviano una relazione. Quando la donna rimane incinta, il primario le suggerisce di partorire di nascosto in qualche paesino, affidando il neonato a una famiglia di fiducia. "Così potremo andarlo a trovare ogni tanto, per vederlo crescere e aiutarlo". Una soluzione ispirata al perbenismo dell'epoca, che fa inorridire la futura mamma. Se ne va dall'Italia col suo pancione per dare alla luce un maschio in quel di Zurigo. Al bambino viene imposto il nome di Mario (come il padre), mentre il cognome è quello della madre, Adorf. Presto la donna e il bambino devono tornare in Germania, dove il futuro attore viene allevato dalla mamma, con l'aiuto di zia e nonna. "Ho visto solo una volta mio padre - ha raccontato Adorf - avrò avuto una ventina d'anni ed ero curioso di incontrarlo. Ovviamente mia madre me ne aveva parlato, dicendomi che papà avrebbe tanto desiderato un maschio". L'incontro fu breve e impacciato: Mario non sapeva ancora parlare l'italiano, il padre non conosceva il tedesco. Il giovane Mario consegna al genitore italiano una lettera della zia, nella quale si ricapitola ciò che era accaduto dalla 'fuga' di mamma Adorf. Il padre si limita a dare disposizioni a un avvocato perché versi un aiuto economico al figlio che vedeva per la prima e unica volta. "L'incontro - ha raccontato con semplicità l'attore alla platea di EuropaCinema, che non si perdeva una virgola - sarà durato in tutto dieci minuti. Non ho mai più rivisto mio padre".


Mario Adorf ha conservato un interesse particolare per l'Italia. Ha imparato la nostra lingua, qui ha interpretato tanti film. Ricordo solo un paio di apparizioni. In Io la conoscevo bene, accanto a Stefania Sandrelli, dà vita al riuscito e tenero duetto tra la protagonista e un pugile votato alla sconfitta (Bietolone). Una scena di amore pulito, senza sesso, dove Adorf è un candido boxeur. E poi la sua interpretazione del duce nel film Il delitto Matteotti: un Mussolini efficace e convincente. EuropaCinema l'ha premiato e lui ha detto: "Il riconoscimento mi ha fatto piacere, perché è il primo che ricevo qui in Italia". Ed ha aggiunto: "Mi piacerebbe tornare a lavorare da voi". Lui continua a fare film sulla scena internazionale, ma l'ultima cosa che ha fatto nel nostro paese - che è anche un po' il suo - è il film per la tv I ragazzi della via Paal, nel 2003.

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giovedì, 10 aprile 2008

Un'ottima notizia



La notizia è di ieri ed è buona, anzi ottima. Il documentario di lungometraggio Madri della viareggina Barbara Cupisti ha vinto il Premio David di Donatello, che sarà consegnato a Roma il prossimo 18 aprile. Conosco da tempo Barbara - che, ricordiamolo, è anche attrice e conduttrice televisiva - e il marito Alberto Giminiani, bravo interprete di fiction e cinema, perciò l'annuncio mi ha reso felice. La giuria, composta da Francesca Calvelli, Enzo Decaro, Paolo Fondato, Enrico Magrelli, Mario Mazzetti e Paolo Mereghetti, ha premiato come migliore cortometraggio Uova di Alessandro Celli.

Interessante e lusinghiera la motivazione della giuria riguardo al lavoro di Barbara: "La decisione - ha spiegato il presidente Andrea Piersanti - è stata presa all'unanimità. A parere di tutti i giurati, infatti, il miglior documentario di lungometraggio Madri indica una via giusta e intelligente per uscire dal conflitto arabo-israeliano".

Madri è stato prodotto da RaiCinema e così il direttore generale di viale Mazzini, Claudio Cappon, ha espresso tutta la sua soddisfazione. "L'opera - ha dichiarato - racconta la questione mediorientale dal punto di vista delle madri che hanno perso i figli nel conflitto israelo-palestinese. È una lettura insolita attraverso gli occhi di chi vive direttamente il dramma del conflitto. È ambientato lì ma è un messaggio universale».

Cappon ha anche annunciato che si sta concludendo la lavorazione del seguito ideale di Madri: si intitolerà Vietato sognare, sempre per la regia di Barbara Cupisti. È un'altra produzione di RaiCinema che racconta ancora lo stesso conflitto dal punto di vista di due figli - un ex parà israeliano e un ex attivista palestinese di Fatah - che hanno perso a loro volta una sorella e un fratello.

Brava Barbara!

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martedì, 01 aprile 2008
 



Di tutto un post


Eccomi di ritorno con una serie di notazioni, aspettando l'arrivo di EuropaCinema. Gli spunti 'filmici' legati alla Versilia non mancano certo.




Una collana per Rubini. Lorenzo MalfattiIn questi giorni è in programmazione nelle sale, anche a Viareggio, l'ultimo film di Sergio Rubini, un bravo attore passato alla regia con risultati interessanti. In questo suo Colpo d'occhio, interpretato da Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini, ha messo lo zampino anche l'artista viareggino Lorenzo Malfatti (nella foto di Sergio Fortuna), realizzando per il film una collana molto particolare che ha un ruolo di rilievo nella vicenda. Malfatti è stato bravo a dar vita a questo monile, un oggetto chiave nel triangolo amoroso in chiave thriller. Anche se confesso, ieri sera gli ho preferito Virzì, giuro che lo andrò a vedere. Rubini mi piace, quasi mai è banale, anche quando è imperfetto.




Ciak si gira. Finalmente ci siamo. Giovedì 3 aprile inizieranno le riprese del tormentato film di Paolo Benvenuti su Giacomo Puccini. La Fanciulla del LagoDomenica è stato presentato il set sul lago Massaciuccoli, lo Chalet di Emilio com'era ai primi del Novecento. La giornata era piena di sole e l'edificio di legno faceva un bell'effetto sullo sfondo lacustre: bastava non guardare gli orrendi viadotti della Bretella o le cave che hanno scorticato le colline. Il restaurato “barchetto” di villa Ginori che nel 1903 trasportò da Massaciuccoli a Torre del Lago Giacomo Puccini, ferito in seguito a un incidente d'auto, completava il quadro, davvero bello a vedersi. Benvenuti era contento e – cosa rara per lui – in cravatta. C'era anche il professor Riccardo Moretti, che sarà Puccini ne La fanciulla del lago. Film senza dialoghi, è stato confermato. Nella colonna sonora una voce narrante, tanta musica di Puccini e i rumori dell'ambiente palustre.




Occhio a Pellegrini. Nelle tue maniScusate se insisto, ma voglio parlare ancora di un giovane autore di sceneggiature che sta dimostrando sul campo il proprio valore. Il trentenne Michele Pellegrini, di Forte dei Marmi, ci sa fare. E' tra gli autori di Uno su due di Eugenio Cappuccio, con Fabio Volo, un film che ti riconcilia con il cinema italiano. C'è la sua sigla anche in Non pensarci di Gianni Zanasi (con Valerio Mastandrea, da venerdì 4 nella sale anche da noi), racconto di provincia malin-comico assai apprezzato a Venezia. E firma la sceneggiatura dell'ultimo film di Peter Del Monte, Nelle tue mani. Una storia originale, forse non perfettamente riuscita (a leggere la critica, perché qui a Viareggio chi lo ha visto?), ma interessante come tutte le prove di Del Monte. Dicono che Kasia Smutniak, qui nel primo ruolo da protagonista (è la ragazza col cane di Caos calmo) sia da tenere d'occhio. Proprio come Michele Pellegrini.



Anpi versus Spike. L'Associazione nazionale partigiani continua il pressing su Spike Lee e il suo Miracolo a Sant’Anna, ormai in fase di postproduzione. Lo vedremo a Cannes o a Venezia. All'Anpi sono preoccupati per il sospetto di alterazione della verità storica. Se n'è parlato a livello nazionale, decidendo in pratica di prendere tempo. Infatti nessun 'esterno' finora ha potuto vedere il film o la sceneggiatura. In attesa di saperne di più, il regista afroamericano rimane 'sorvegliato speciale', almeno per l'Anpi




Ecco il comunicato diffuso sabato scorso dalla sezione Anpi di Pietrasanta: “Una delegazione dell’A.N.P.I. di Pietrasanta, sezione “Gino Lombardi”, formata da Moreno Costa, Giovanni Cipollini e Gian Piero Lorenzoni, si è incontrata a Roma con i rappresentanti della Direzione e il responsabile dell’Ufficio Legale dell’A.N.P.I. Nazionale. Oggetto della riunione la nota vicenda del film del regista Spike Lee, avente come argomento anche la strage di Sant’Anna di Stazzema. Fin da quando, nell’ottobre scorso, si è appreso che il film è tratto dal romanzo “Miracolo a Sant’Anna” di James Mc Bride, come successivamente confermato da oggettivi riscontri e dalle dichiarazioni della produzione, il Direttivo della sezione “Gino Lombardi” ha intrapreso una costante azione per tutelare l’onorabilità del movimento partigiano versiliese, che ha meritato la concessione della medaglia d’oro al valor militare, e ribadire la verità storica sulla strage del 12 agosto ‘44, confermata dalla sentenza definitiva pronunciata dal Tribunale Militare di La Spezia. Un’azione decisa che ha dovuto affrontare anche un clima di diffidenza, nonché ostacoli e ostilità di vario tipo, che tuttavia non l’hanno né attenuata né tanto meno condizionato i responsabili della sezione. Infatti, il libro di Mc Bride indica come causa della strage il tradimento, per denaro, di un partigiano che guida le SS a Sant’Anna per consentire la cattura del suo comandante, attirato in paese con l’inganno. Poiché questi evita casualmente la trappola, le SS scatenano il loro furore sulla popolazione, massacrando 560 civili inermi. Nel corso della riunione a Roma è stato concordato che l’ A.N.P.I. Nazionale intraprenderà nei confronti della produzione del film le azioni necessarie per salvaguardare il patrimonio storico e morale della Resistenza e onorare la memoria di quanti lottarono e caddero per la costruzione di un’Italia libera e democratica.




Il Presidente


Moreno Costa























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sabato, 01 marzo 2008

VRROOOM.... ARRIVA L'ASTON MARTIN








 Aston Martin










Attenzione, perché per il ponte del Primo Maggio arriva in Alta Versilia la mitica (l'aggettivo è logoro, ma qui è appropriato) Aston Martin di James Bond, l’agente segreto con licenza di uccidere. Dal 29 aprile al 1° maggio la strada che da Arni va al Passo del Vestito, nello Stazzemese, sarà chiusa al traffico per consentire alcune riprese di Quantum of Solace, il nuovo episodio della saga di 007, arrivata al 22° capitolo (23° se si considera  anche Mai dire mai del 1983, per alcuni “apocrifo” perché non prodotto dalla premiata ditta Eon di Broccoli). La Mediateca Regionale Toscana dà una mano alla casa di produzione Mestiere Cinema, alla quale si è appoggiata in Italia la produzione internazionale. Da quanto è dato di capire la scena sarà di pura azione, un inseguimento mozzafiato con l'Aston Martin tallonata dalle auto dei cattivi di turno. Inutile dire che ci saranno esplosioni e spettacolari incidenti, come tradizione comanda. In Versilia non arriveranno però gli attori, perché la scena sarà tutta per le controfigure e gli stunt-men.






Il set sarà blindatissimo. Chiuse le strade asfaltate, ma bloccati anche i sentieri di montagna per un raggio di cinque chilometri dal Passo del Vestito, che collega Stazzema con la provincia di Massa.  Si parla anche di una richiesta di interdizione dello spazio aereo, visto che ci saranno sicuramente riprese dall'elicottero.








Gongola l'amministrazione comunale di Stazzema, che pochi mesi dopo Miracolo a Sant'Anna ospita un'altra grossa produzione internazionale. Ho letto che il budget del film (che uscirà negli Usa a novembre) è di 200 milioni di dollari.






L'Aston Martin è apparsa per la prima volta come auto ufficiale di Bond in Goldfinger (era il 1965, e il modello era la DB5, rivista come auto d'epoca anche nel recente Casino Royale); l'ultimo modello è la DBS V12, fatta praticamente a mano. Seimila di cilindrata, 12 cilindri a V, oltre 500 cavalli di potenza, 307 km/h la velocità massima. Nella sua lunga carriera cinematografica, Bond ha guidato anche 'italiano': un'Alfa Romeo GtV6 in Octpussy – Operazione piovra (1983) e una Maserati Biturbo 430 in Vendetta privata (1989). E ha cavalcato una motocicletta Cagiva 600 in Il domani non muore mai (1997).










Un sassolino nella scarpa Daniel Craig








Permettetemi, da bondiano storico, di esprimere una lamentela. L'ultimo 007, Daniel Craig, non è assolutamento all'altezza della situazione. Intanto il look. D'accordo, signore e signorine, è palestrato e ha una muscolatura molto 'definita'. E questo va bene per un uomo d'azione. Ma così biondo pare più un agente del Kgb, cioè della concorrenza, che dell'MI6. E poi non è per nulla 'british', almeno nel senso che intendeva il creatore Ian Fleming. 007 è un playboy che è 'anche' agente segreto, è un bon vivant fornito di una spumeggiante ironia. Il Bond di Craig non è sofisticato, non è ironico e le (poche) battute di spirito che pronuncia non colgono nel segno. Sono affezionato al vecchio Bond, mai approssimativo e sempre esigente, come quando ordina il suo drink preferito: Martini con Vodka e scorza di limone, scuotere non agitare (”Stirred not shaken”, che qualcuno traduce anche “mescolato, non shakerato”).Sei Bond








    Qui  Craig è approssimativo nell'ordinare il suo drink...




      ...Che invece va ordinato così:











Va bene che nessuno dei sostituti è all’altezza dell’originale. Sean Connery (7 film all’attivo, compreso l’apocrifo) è inarrivabile; George Lazenby (1 film) e Timothy Dalton (2 titoli) sono da dimenticare velocemente. Abbastanza bene invece Roger Moore (7 film finché a 58 anni di età, è stato mandato in pensione) e Pierce Brosnan, eleganti e ironici al punto giusto. Ma, sorry,  il Bond di Daniel Craig manca totalmente di carisma, almeno a giudizio di chi scrive. Allora meglio David Niven nella parodia  James Bond 007 - Casino Royale del 1967.

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lunedì, 25 febbraio 2008
 

ASPIRANTI GIURATI PRENDETE NOTA


Dal 15 al 19 aprile si terrà a Viareggio la 25ma edizione del Festival EuropaCinema, interamente dedicato alla Germania. Ci sarà il concorso fra 10 film tedeschi di recentissima produzione, inediti per l’Italia, che verranno proiettati al Teatro Politeama alla presenza dei loro registi e attori protagonisti. La proiezione di ciascun lungometraggio verrà preceduta dalla presentazione di un cortometraggio della durata massima di 15 minuti. Una giuria composta dagli spettatori e presieduta da un noto regista assegnerà l’EuropaCinema Award alla migliore opera di lungometraggio e al miglior film di cortometraggio.


Chi fosse interessato a partecipare alla giuria del pubblico può sottoporre la propria candidatura inviando un breve curriculum a: festfilm@tin.it


www.europacinema.it




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domenica, 17 febbraio 2008
 

Miracolo a Sant


Un'ottima annata


Per la Versilia il 2008, cinematograficamente parlando, si preannuncia come un'ottima annata. Tre i film in uscita nel corso dei prossimi mesi. Titoli molto diversi per stile, ambizioni e finalità, ma accomunati dal rapporto con questo lembo di terra che ha sempre interessato la cosiddetta 'settima arte'.


La guerra di Spike. Nel corso dell'anno, presumibilmente nella seconda metà del 2008, dovrebbe uscire nel nostro paese Miracolo a Sant'Anna, il film che Spike Lee ha dedicato al passaggio della guerra sulla Linea Gotica. La Versilia ha dato il set, molti figuranti e anche due importanti interpreti bambini. Il regista afroamericano ha voluto sottolineare l'apporto dei soldati di colore della divisione Buffalo nello sforzo militare per la liberazione dell'Italia e  ha definito il secondo conflitto mondiale come l'ultima guerra 'giusta' combattuta dal suo paese. Ci sono state polemiche per presunte infedeltà storiche della sceneggiatura, nella parte che si riferisce all'eccidio di Sant'Anna. Solo la visione del film potrà sciogliere questo nodo. Una cosa è certa: Spike è un tipo che fa di testa sua. "Ho fatto un'opera di fiction", si è limitato a rispondere, laconico, di fronte alle contestazioni. Nel cast Derek Luke, John Turturro, James Gandolfini, John Leguizamo, Naomi Campbell e gli italiani Luigi Lo Cascio, Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, Omero Antonutti, Lydia Biondi e Sergio Albelli. I due ragazzini versiliesi sono Matteo Sciabordi e Leonardo Borzonasca. Alle riprese italiane del film di Spike Lee ha collaborato la Mediateca Regionale Toscana.





Doria ManfrediIl West di Puccini.  Per il 10 marzo è annunciato il primo ciak del film La fanciulla del lago, che racconta un periodo delicato della biografia di Giacomo Puccini. Nel 1909 l'esistenza del compositore fu sconvolta dal suicidio della domestica Doria Manfredi (nella foto). La moglie Elvira aveva accusato la giovane torrelaghese di essere l'amante del marito e la povera Doria si tolse la vita. Com'è noto il regista Paolo Benvenuti durante le ricerche per la preparazione della sceneggiatura ha scoperto l'identità della vera amante segreta di Puccini (Giulia Manfredi, cugina di Doria) e anche l'esistenza di un figlio naturale della stessa Giulia. Questa e altre scoperte (come un filmato inedito che mostra Puccini nella quotidianità) hanno dato molto da scrivere a giornali italiani e stranieri. Il film, girato in sei settimane, racconterà anche la storia della gestazione dell'opera La fanciulla del West. La pellicola dovrebbe essere completata in tempo per il  Festival di Venezia, oltre che per essere inserita nella fase centrale delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita del Maestro. Per il suo Puccini cinematografico, Benvenuti ha scelto un vero musicista, Riccardo Moretti. Anche questa produzione - che ha ottenuto il contributo ministeriale per le opere di interesse culturale e artistico -  ha l'appoggio della Mediateca Regionale della Toscana.





Sapore di mareIl cinema delle vacanze.  Il panorama delle uscite 'versiliesi' si completa con una commedia balneare che porta la firma dei fratelli Vanzina, Carlo ed Enrico. Nel cinema c'è una tradizione di film legati alle vacanze sul mare, e da questo punto di vista la Versilia recita un ruolo importante. Così i Vanzina, che nei primi anni '80 rinnovarono il genere con Sapore di mare e Sapore di mare 2 Un anno dopo (il secondo diretto da Bruno Cortini), tornano sul luogo del delitto per Un'estate al mare. Carrellata dell'Italia balneare che tocca Rimini, il Circeo, la Costa Smeralda, Capri, Ischia e naturalmente la Versilia. Qui si girerà fra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi questa primavera, uscita prevista prima dell'estate. Nel cast Anna Falchi, Gigi Proietti, Lino Banfi e, per l'episodio versiliese, Aida Yespica e Massimo Ceccherini.

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domenica, 10 febbraio 2008

Bogey al Carnevale

Bogey al Carnevale

In quest'ultima domenica di Carnevale, ripesco dall'archivio di "Viareggio in maschera", rivista ufficiale della manifestazione, una chicca d'epoca. Humphrey Bogart al Carnevale di Viareggio in compagnia di Lauren Bacall. E' il 1954 e la sfilata viareggina ha come spettatori d'eccezione due stelle di prima grandezza del cinema americano. Il duro Bogey, di solito ripreso con la sigaretta che pende dalle labbra, qui sembra un tranquillo turista a stelle e strisce in visita al Bel Paese. Lei è miticamente elegante come sempre, lui porta al collo una macchina fotografica stereoscopica, una moda di quegli anni. Bogart in quel periodo si trovava in Italia per girare La contessa scalza (The Barefoot Contessa) di Joseph L. Mankiewicz, un dramma niente male che ha come protagonista femminile Ava Gardner e vede tra gli interpreti anche i nostri Rossano Brazzi e Valentina Cortese. Il regista Mankiewicz era entrato in collisione con il senatore McCarthy, l'iniziatore della caccia alle streghe volta a ripulire Hollywood dagli intellettuali sospettati di simpatie comuniste (o liberali). Per questo pensò di venire a girare un film in Europa. La contessa scalza è stato girato a Cinecittà ma anche in Liguria. Bogart durante quel Carnevale del 1954 si trovava a Portofino e in una pausa della lavorazione fece un salto a Viareggio.

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giovedì, 31 gennaio 2008

DAL CARNEVALE AL CINEMA



E' tornato Carnevale, un evento piuttosto importante qui a Viareggio. L'idea di questo contributo è quella di ricordare brevemente alcuni personaggi che, partiti dal Carnevale viareggino, si sono affacciati al cinema. Non mi riferisco ai carristi, già trattati in passato, ma a personaggi coinvolti nella Festa della Canzonetta o in altre iniziative collegate alla manifestazione viareggina.



Maria Grazia BilliCome non citare allora Maria Grazia Billi, la prima e più celebre 'mascotte' - come veniva definita - della Libecciata? Alla banda musicale viareggina, che sfilò per la prima volta al Carnevale del 1954, ho dedicato un articolo sulla rivista Viareggio in maschera di quest'anno. E Maria Grazia Billi, come si ricorderanno i non più giovanissimi, che l'hanno vista sfilare alta e prorompente nella sua bella divisa azzurra, è stata veramente una figura di spicco. Bionda e di statura imponente: era naturale che il cinema si accorgesse di lei. Siamo negli anni Cinquanta; Tirrenia, la Cinecittà in riva all'Arno, è a due passi. La bella Maria Grazia è reclutata per il film Sette canzoni per sette sorelle, regia di Marino Girolami (1957). Trattasi di una parodia del celebre e indimenticabile musical Sette spose per sette fratelli di Stanley Donen. Ci sono Claudio Villa, la 'povera ma bella' Lorella De Luca e la fascinosa Luisa Rivelli. Maria Grazia Billi ha una particina, sufficiente però a suscitare l'interesse degli ammiratori. La stampa dell'epoca scrive che le arrivano, dopo l'apparizione sul grande schermo, "25 chili di lettere". Nello stesso periodo Maria Grazia partecipa a un film documentario di Giorgio Ferroni Noi dell'oceano. La ragazza ha, come si dice, il physique du rôle, tant'è che la chiamano persino per un'apparizione nel film Agente 007, missione Goldfinger (Guy Hamilton, 1964). Il terzo titolo di una serie che ancora continua, è quello che in Italia scatenò la Bond mania.



E' stata più lunga l'avventura di cinema e teatro per Renzo Rinaldi (nato a Viareggio nel 1941, morto a Roma 2004), un attore della Festa della Canzonetta al quale è riuscito il salto nel professionismo. La Festa della canzonetta è il caratteristico teatro leggero di Carnevale che mescola comicità in vernacolo e brani musicali. C'è stato un momento, negli anni '80, in cui Rinaldi è stato un volto televisivo piuttosto noto. Merito della pubblicità della Bistefani ("E chi sono io, Babbo Natale?”). In realtà Renzo aveva la stoffa del teatrante e dell'attore a tutto tondo. Negli anni Sessanta si era trasferito a Roma, dove aveva frequentato l'Accademia teatrale Silvio D'Amico. Con il fisico che si ritrovava era destinato a parti da caratterista, e così interpretò una trentina di film e alcune fiction televisive. Tinto Brass e Pupi Avati lo hanno chiamato a più riprese, ma ha lavorato anche con Mario Monicelli, Neri Parenti, Carlo Vanzina e altri. Qualche titolo: Paprika, Così fan tutte, Sogni mostruosamente proibiti, Il marchese del Grillo, I cavalieri che fecero l'impresa. La sua ultima apparizione è del 2003, ne Il quaderno della spesa di Tonino Cervi, film girato a Lucca e misteriosamente scomparso.



Adolfo LippiProviene dall'ambiente della Festa della canzonetta anche Adolfo Lippi, regista televisivo e cinematografico, nato a Viareggio nel 1940. Giornalista, si cimenta con la regia nello spettacolo leggero carnevalesco, poi si trasferisce a Roma per lavorare in televisione. Per la Rai ha realizzato numerosissimi programmi ed è stato regista di documentari, fiction, concerti e festival. Ha diretto anche due film per il cinema: Ottobre rosa all'Arbat (1992, guarda caso vi ha diretto il concittadino Renzo Rinaldi) e Via del Corso (2000, con Laura Chiatti), prodotti rispettivamente dall'Istituto Luce e da Medusa Cinematografica. E' inoltre autore di opere teatrali ed è stato consigliere di amministrazione dell'Ente Cinema e del Centro Sperimentale di Cinematografia.

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lunedì, 14 gennaio 2008
 

SoloMetro: solo in dvd




Durante le feste di fine anno sono andato in videoteca e ho noleggiato il dvd di SoloMetro, dell'esordiente regista Marco Cucurnia. Come tanti titoli di produzione italiana, anche il film di Cucurnia ha avuto una distribuzione limitatissima nelle sale, ma volevo vederlo per due motivi: le musiche sono del viareggino Emilio Tieri e nel film compare brevemente Mario Monicelli, regista al quale Cucurnia (che è stato suo assistente), tempo addietro dedicò un interessante documentario, Mario Monicelli l'artigiano di Viareggio. Il regista ultranovantenne appare in un paio di inquadrature: all'inizio, sulla banchina della stazione ferroviaria e verso la fine del film, seduto nel vagone di una metropolitana. La stazione, la ferrovia sotterranea e il giornale a distribuzione gratuita SoloMetro sono infatti gli elementi di collegamento delle tre storie raccontate dal film, intrecciate secondo la tradizione della commedia all'italiana: un aspirante sceneggiatore (Pietro Sermonti) intervista una squillo d'alto bordo (Anna Valle) per trarne idee per un film; Massimo (Simone Lupino) è il giovane venuto dalla provincia che spinto da Giacomo (Augusto Fornari), perdigiorno incontrato per caso, finge d'essere un campione di motociclismo, al quale somiglia come una goccia d'acqua; la studentessa universitaria Anna (Paola Carleo) vive un momento di difficoltà perché il padre ostacola la sua relazione con un ragazzo di colore, Said. Le storie corrono in parallelo ma ogni tanto si intersecano, secondo il modulo inventato da Sergio Amidei in Domenica d'agosto (film del 1950, Altman, per quanto inarrivabile, è arrivato un po' dopo). Il padre della ragazza (Placido) è il rozzo e infedele marito di Eleonora Giorgi, nonché cliente assiduo della prostituta; il giovane di Gualdo Tadino, calato a Roma per un concorso forma con Giacomo una coppia ispirata (alla lontana!) al Sorpasso e incontra la studentessa universitaria, e anche Said entrerà in contatto con la call-girl che quasi lo investe provocandone la caduta dal motorino.




I riferimenti di Cucurnia sono quelli della commedia all'italiana, e il film è abbastanza godibile, per quanto di impianto 'televisivo'. Un'opera prima non folgorante, ma da incoraggiare. Gli interpreti sono convincenti, tuttavia al regista è mancato il coraggio della cattiveria: avrebbe dovuto seguire fino in fondo la lezione del suo maestro, il grande Mario ed essere più spietato con i suoi personaggi.


                                           SoloMetro




Curiosità. Nella seconda inquadratura con Monicelli, appare anche Emilio Tieri: è il suonatore di fisarmonica che si esibisce nel vagone della metropolitana, come si vede nella foto.

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