martedì, 17 novembre 2009
 



PAOLO BENVENUTI?

MEGLIO DI BERGMAN


L'amico Paolo Benvenuti, regista pisano apprezzato dalla critica e meno conosciuto dal grande pubblico, mi perdonerà per questo titolo un poco provocatorio. Giulio Marlia, competente cultore di cinema, mi segnala infatti che nel Morandini 2010, noto dizionario dei film proposto ogni anno dalla ditta familiare Laura, Luisa e Morando Morandini, è contenuta un'appendice con i 100 migliori registi del mondo. Classifica redatta sulla base della media delle stellette guadagnate nello stesso dizionario da registi che abbiano all'attivo almeno 5 titoli. Ebbene, Paolo Benvenuti è al 74° posto (6 titoli, media 3,33),  subito dopo Michael Haneke (6 titoli, stessa media) e davanti a Ingmar Bergman (36 titoli, media 3,31). Pedro Almodovar si deve accontentare della 77ma posizione (15 film, media stellette 3,30). Al primo posto della classifica, manco a dirlo, Sergej M. Eizenstein (7 film, media 4,14, ragioner Ugo Fantozzi, aiutaci tu). Il primo italiano è Federico Fellini, in dodicesima posizione con 18 titoli e una media di 3,78. Mi fa piacere che Benvenuti sia in quella posizione, ma mi scoccia un po' per Bergman, che è uno dei miei preferiti: vorrei vederlo più avanti. Azzardo una spiegazione: il genio svedese è stato autore abbastanza prolifico e, parlando di media, mantenerla altissima con 36 titoli è molto difficile. Anche se sei davvero bravo, meno opere firmi, più sei sorvegliato e il risultato può così raggiungere vette elevate.



Tornando alle classifiche, nello stesso 'Morandini' ce n'è una tutta nostra che riguarda i 21 registi italiani compresi nella Top 100. Come abbiamo visto, il primo è Fellini, tallonato da Luchino  Visconti e Bernardo Bertolucci. Al 4° posto la coppia formata da Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (non li conoscete? niente paura: sono due eccellenti quanto poco noti documentaristi). In quinta posizione Ermanno Olmi, seguito nell'ordine da Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Antonioni,  Sergio Leone, Franco Piavoli (un altro documentarista), Mario Martone, Valerio Zurlini, Marco Bellocchio, Luigi Faccini, Gianni Amelio, Nanni Moretti. Al 16° posto il nostro Benvenuti, seguito da Marco Ferreri, Daniele Segre, Roberto Rossellini, Silvio Soldini e Vittorio De Seta.

Le classifiche sono fatte apposta per far discutere e litigare: chi vuole può andare a spulciare i  nomi per gioire o arrabbiarsi. Io per esempio sono contrariato per l'assenza di Hitchcock (troppi film?) o di Vittorio De Sica (discontinuo?) nella lista dei 100. E tra i dizionari dei film, accanto al Morandini tengo anche il Mereghetti.


Benvenuti si è guadagnato l'eccellente piazzamento con una produzione coerente e libera dai condizionamenti commerciali. Lo scotto da pagare è quasi sempre – in questi casi – il disinteresse del grande pubblico. L'ultima fatica del regista pisano, Puccini e la fanciulla, girato a Torre del Lago, e dintorni, sul Morandini 2010 prende 4 stellette (o asterischi) su 5, ma un solo 'pallino' su 5, che è poi l'indicatore del successo di pubblico.PaolobenvenutiBergman

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mercoledì, 11 novembre 2009

HAPPY ENDING


Si compone (per fortuna) la vertenza di EuropaCinema. Felice Laudadio rinuncia alle sue pretese sul marchio, tranne quella - già prevista dagli accordi - di indicare sotto il logo la dizione: "Fondato da Felice Laudadio". Tutti felici.


La lettera di Laudadio:

Signori,  Giuseppe "Peppuccio" Tornatore è un mio amico, che stimo, ammiro e conosco fin da quando nel settembre 1988 presentai in anteprima mondiale a Bari il suo meraviglioso film "Nuovo cinema Paradiso" in occasione della quinta edizione di EuropaCinema da me diretta. Pertanto non gli e non mi farò il torto di confutare le sue scelte. E' dunque per me un onore che il grande regista assuma la presidenza onoraria del festival da me denominato "EuropaCinema", fors'anche nel ricordo di quell'ormai ventennale comune avventura. Vi sarò grato se vorrete comunicarlo a Tornatore e vi autorizzo a rendere pubblico il contenuto di questa comunicazione.  E' dunque in ragione della presenza di Tornatore che cedo in via definitiva al Comune di Viareggio il brand costituito dalle parole "EuropaCinema", pur se resto convinto che non sono i marchi che fanno i festival ma gli uomini e le donne che li inventano e li realizzano.

Rammento che la convenzione annualmente da me sottoscritta con il Comune contiene una clausola che prevede che il mio nome appaia in tutte le forme future di comunicazione legate al festival EuropaCinema quale "fondatore" dello stesso. Sono certo che tale clausola verrà onorata. La società Evento Spettacolo agirà di conseguenza. Saluti,  Felice Laudadio ideatore e fondatore di EuropaCinema



La lettera di risposta dell'assessore alla cultura Ciro Costagliola:

Gentile Laudadio, l’Amministrazione Comunale prende atto con  compiacimento della Sua condivisione per la nomina di Giuseppe Tornatore a Presidente Onorario di EuropaCinema: un Maestro del cinema di stima e di fama mondiale indiscussa, ma anche un  saensibile e profondo conoscitore della storia del cinema alla quale è legato da un amore indiscusso. La scelta da noi fatta sul nome di Tornatore è sicura garanzia per avviare alla grande il nuovo corso di EuropaCinema che, pur nella continuità della titolazione EuropaCinema, assumerà una veste e un indirizzo con elementi innovativi. Riguardo alla Sua indicazione di inserire sotto la parola EuropaCinema la dizione “Fondato da Felice Laudadio”, era del tutto tautologica la richiesta e il riconoscimento che, in tal senso, Le dobbiamo. Questo per noi significa anche una presa di coscienza dell’affezione che ancora Lei nutre per questo Festival che, grazie al suo Presidente e al nuovo Direttore Artistico, proseguirà il suo corso per far conoscere all’Italia la migliore produzione cinematografica europea e, per valorizzare, finalmente, la conoscenza in Europa della città di Viareggio, con la sua storia e la sua cultura cosmopolita.

Saluti

Ciro Costagliola Vice Sindaco Assessore alla cultura e spettacoli, sistema museale, nuove tecnologie informatiche, ced - Comune di Viareggio


Il commento del neo direttore del Festival, Pier Marco De Santi:

"Mi compiaccio per la risoluzione positiva e anche amichevole della vertenza sul marchio. Non c’era il minimo dubbio che la parola EuropaCinema dovesse recare anche il nome del fondatore. Da parte mia farò di tutto, con il sostegno di Tornatore e del prestigioso comitato d’onore che mi appresto a varare, per garantire a EuropaCinema un posto tra i grandi festival e per onorare il prestigio culturale della città Viareggio".


Il commento del presidente della Mediateca Regionale Toscana, Ugo Di Tullio:

"Mi sembra un gesto che chiude definitivamente una polemica che non è solo sul marchio ma anche su EuropaCinema. Laudadio dimostra professionalità, chiude anche con le cose dure che aveva detto, riconosce la validità delle scelte che sono state fatte intorno alla guida del festival. Con la presidenza di Tornatore e la direzione di Pier Marco De Santi il marchio è sicuramente buone mani. Auspico anche che si possa riprendere una collaborazione con Laudadio, per tutto quanto di positivo lui ha fatto in questo campo. Vorrei dire che sarà garantita non solo la continuità del marchio, ma anche la valenza di EuropaCinema. Sarebbe stato spiacevole dover cambiare nome soltanto sulla base di una questione legale. Laudadio ha saputo fare un passo indietro, è emerso l’uomo di cultura".


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sabato, 07 novembre 2009

EuropaCinema volta pagina


Stamani nella sala di rappresentanza del palazzo comunale sono stati ufficializzati i nuovi  vertici di EuropaCinema: il presidente onorario Giuseppe Tornatore e il direttore artistico Pier Marco De Santi. Risolta la questione della presidenza, rimane ancora controversa la proprietà del marchio, che Laudadio ha rivendicato per sé. Poiché anche il Comune non vuole rinunciare al nome EuropaCinema, potrebbe profilarsi una battaglia legale. Ma ecco il comunicato ufficiale diffuso ieri dal Comune:


Con la sua decisione di accettare l’incarico di Presidente onorario di EuropaCinema, Giuseppe Tornatore ha inteso dimostrare la sua gratitudine e riconoscenza alla città di Viareggio e al suo Sindaco per il grande gesto di stima e affetto dimostratogli, mettendo la sua prestigiosa immagine al centro di un Festival che affonda le radici nel passato, e oggi impegnato in un’azione di rinnovamento.

Film come Nuovo cinema Paradiso, La leggenda del pianista sull’oceano e La sconosciuta, hanno consacrato il regista siciliano fra i grandi del cinema internazionale, una grandezza confermata dalla sua ultima opera, Baarìa, applauditissima nel mondo e che l’Italia ha candidato al premio Oscar.

Accanto a Tornatore, per la Direzione Artistica del Festival è stato scelto il prof. Pier Marco De Santi, personalità di chiara fama dell’Università di Pisa, presso la quale tiene i corsi di Storia del cinema italiano e di Museologia del Cinema (unico in Italia). De Santi è noto in Italia e all’estero non solo come autore di testi fondamentali sul cinema italiano e internazionale, ma, grazie al rapporto diretto che intrattiene con i più importanti personaggi e maestri del mondo della pellicola, da oltre venti anni è ideatore e curatore di grandi eventi e manifestazioni realizzate nelle più prestigiose sedi mondiali. A lui tocca il compito di sviluppare nel dettaglio il progetto del Festival per i prossimi anni, di curarne le relazioni scientifiche e culturali, e la struttura organizzativa.

Nel corso della conferenza stampa il sindaco Luca Lunardini ha indicato le linee-guida che orienteranno il Festival:

Rilanciare la presenza di Viareggio nel campo dei Festival Cinematografici del vecchio continente, con un’attività del tutto innovativa che coinvolga le cinematografie dei Paesi dell’Unione Europea evitando dispersioni e costi non produttivi;

Dare massimo risalto a Viareggio esportando la sua immagine e promuovendo le sue attività turistiche e produttive in tutti i paesi europei, con i quali il Festival dovrà stringere rapporti di partenariato e interscambio.

Creare sinergie fra EuropaCinema e le Istituzioni Culturali della Versilia, come ad esempio la Fondazione Festival Pucciniano, la Fondazione del Carnevale, il Premio Viareggio Rèpaci, il Centro Liberty, in un programma di iniziative e di eventi che coprirà l’intero anno.

Da parte sua il presidente di Mediateca Regionale Toscana Film Commission, Ugo di Tullio, ha espresso il proprio compiacimento per l’alto profilo delle persone chiamate a guidare il Festival, e per la scommessa culturale della città che da oggi può ambire ad essere “città del cinema”. Di Tullio ha anche detto, ottenendo il convinto consenso del Sindaco, che EuropaCinema sarà ospite di riguardo, nel corso dell’anno, della Casa del Cinema di Firenze.

Per il Vice Sindaco e Assessore alla cultura Ciro Costagliola è invece importante dare spazio e attenzione ai giovani, in particolare agli studenti di cinema provenienti da Università italiane ed europee, con particolare riguardo all’ Università di Pisa, che avranno così la possibilità di confrontarsi con il meglio del panorama cinematografico continentale. I professori universitari sono una fondamentale risorsa e un prezioso tramite per il coordinamento delle iniziative di alto valore culturale di EuropaCinema con gli essenziali stimoli didattici e formativi dei giovani studenti.

Il saluto particolare di Giuseppe Tornatore, in partenza per gli Stati Uniti, è stato portato da Elisa Morucci, attrice toscana che ha recitato in Malena e La Sconosciuta che poco prima aveva sentito il regista. La Morucci, intervistata da una giornalista, si è detta possibilista su un suo coinvolgimento in EuropaCinema.




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mercoledì, 04 novembre 2009

Laudadio si ripiglia il Festival


Colpo di scena. Dopo il definitivo "no grazie" da parte del Comune, che ha deciso di non accogliere le proposte di Laudadio (andandosene, il patron aveva indicato un possibile successore alla direzione del festival nella persona di Marco Spagnoli, critico e regista cinematografico), il fondatore di EuropaCinema ha diffuso una lettera aperta indirizzata all'assessore alla cultura Ciro Costagliola. Missiva piuttosto pepata nella quale: a) critica la politica culturale del Comune di Viareggio; b) spara a zero contro la Mediateca Regionale Toscana; c) rivela che la donazione del marchio del festival al Comune è nulla, in quanto il deposito è stato rinnovato nel 2006 dalla società romana che ha fin qui organizzato la rassegna; d) confessa l'intenzione (rientrata?) di trasferire armi e bagagli il festival nella vicina Forte dei Marmi. Ma lasciamo la parola all'interessato.


Egregio vicesindaco e assessore, la ringrazio della sua lettera con la quale, nell’apprezzare quantità e qualità del lavoro da me svolto a Viareggio per 21 anni, il Comune prende atto della mia decisione di interrompere l‘attività di direttore di EuropaCinema, almeno nella sua città. Decisione per altro maturata già da tempo, più esattamente dal momento dell’insediamento della nuova Amministrazione comunale le cui politiche culturali mi sono subito apparse quanto mai evanescenti e contraddittorie, e soprattutto eterodirette. Vorrei ricordarle in proposito la lettera di licenziamento inviatami il 7 gennaio 2009 che lei ebbe l’ingenuità (?) di firmare pur essendo stata scritta da altri, nella fattispecie da una dirigente della Mediateca Toscana Film Commission, come da lei (assessore) tardivamente confessatomi in un suo raro slancio di lealtà.

“Licenziamento” che non ebbe alcun seguito solo perché il mio impegno era contrattualmente vincolato alla realizzazione dell’edizione 2009, la 26.a del festival, che ho portato a compimento con indiscussi risultati, garantendo a Viareggio fra l’altro l’anteprima assoluta di uno dei film più belli e di successo dell’anno, “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino, e la presenza di due mostri sacri del cinema italiano quali Paolo Virzì e Laura Morante, oltre a numerose altre personalità, nonostante i ridicoli mezzi finanziari a disposizione e malgrado quel grottesco tentativo di liquidarmi che ha profondamente incrinato qualunque successivo rapporto i fiducia con l’Amministrazione viareggina (di destra) e con la Toscana Film Commission (di sinistra. Di sinistra?).

L’avventura viareggina di EuropaCinema termina dunque qui. E non solo perché io lascio, ma soprattutto in ragione del fatto che il marchio EuropaCinema non appartiene né al Comune di Viareggio né a me personalmente (come in passato) ma ad una società che dopo la sua scadenza lo ha regolarmente depositato il 13/10/2006, ottenendone la registrazione l’8/10/2009 col n. 1220835. A nulla serve dunque l’averlo depositato, da parte del Comune, il 22/11/2007, oltre un anno dopo, illegittimamente. Il che annulla anche l'uso gratuito del marchio che io avevo concesso al Comune riassumendo nel 2002 la direzione del festival, dopo esserne stato il presidente durante gli anni della mia direzione della Mostra del Cinema di Venezia e di presidente di Cinecittà.

E comunque mai avrei donato e donerei il marchio EuropaCinema ad una città la cui amministrazione, quale suo primo atto nei confronti del festival, ne licenzia per raccomandata il fondatore e direttore storico senza neppure accorgersi dell’impossibilità giuridica di farlo e senza neppure consultarlo prima. Un comportamento da dilettanti le cui conseguenze ricadono purtroppo sui cittadini di Viareggio, o almeno su quelli – e sono tanti - che dal 1989 in poi hanno seguito, apprezzato e sostenuto le attività di EuropaCinema. E’ soprattutto per loro che mi dispiace che la “bella storia” viareggina di EuropaCinema si concluda in così malo modo.

Ho provato a proporre al Comune una soluzione professionale alternativa, indicando un nuovo, capace direttore, inutilmente. E sono stato anche tentato per qualche settimana di riproporre a Forte dei Marmi la grande esperienza di quel festival, per non privare del tutto la Versilia di un evento internazionale di cinema fortemente accreditato da oltre cinque lustri. Ma poi vi ho rinunciato, nella consapevolezza che mi ritroverei nuovamente a che fare con un ente un po’ impiccione quanto incompetente quale la Mediateca Toscana Film Commission. A meno che il Forte non si senta tanto forte da poterne fare a meno.

Felice Laudadio




Le reazioni (1). Ciro Costagliola, assessore alla cultura in carica:

"La lettera di Laudadio mi amareggia. In particolare quando afferma che il Comune di Viareggio non è proprietario del marchio del festival. Questa cosa mi sorprende perché a più riprese, e anche in occasioni pubbliche, lo stesso Laudadio ha detto e ripetuto di aver donato il marchio al Comune di Viareggio. L’ultima volta alla fine dell’edizione del Festival di quest’anno, nel corso della conferenza pubblica al teatro Politeama. Ricordo in proposito, anni fa, la firma di un documento che formalizzava la cessione. Per l’amministrazione comunale siglò l’intesa l’allora sindaco Marco Marcucci. Noi riteniamo di avere il diritto di usare la dizione EuropaCinema e lo rivendicheremo. Ma anche se dovesse essere il contrario, cambieremo la ‘ragione sociale’ del festival".




Le reazioni (2). Cristina Boncompagni, ex assessore alla cultura della giunta Marcucci:

"Posso essere assolutamente testimone del fatto che il marchio EuropaCinema è stato prima dato in comodato gratuito e poi donato alla città di Viareggio. Tanto è vero che l’amministrazione precedente aveva fatto una delibera di acquisizione del marchio e aveva richiesto la registrazione nel novembre del 2007. Per tutto il periodo del mio mandato e anche dopo ho sempre sentito parlare di donazione, anche in pubbliche occasioni. E poi ci sono degli atti amministrativi che lo confermano. Se è stata fatta una registrazione nel 2006, ciò mi sembrerebbe molto grave. Mentre da una parte si regalava il marchio alla città, nel frattempo si cercava di costruire le premesse per un eventuale controllo futuro del logo e del nome del festival. Mi pare un’azione furbesca e un po’ sleale, certamente sgradevole. Per quanto riguarda il rapporto dell’attuale giunta con EuropaCinema arrivare a questo punto è stato un grave danno per la città. Ora si parla di rilancio: me lo auguro per Viareggio, però in questi ultimi 12 mesi si dovevano cercare soluzioni per garantire la continuità del festival. Infine, non trovo giustificate le critiche di Laudadio alla Mediateca Toscana. Ha aiutato il festival con un crescente impegno promozionale e finanziario. I soldi della Regione sono arrivati attraverso la Mediateca. Il Comune doveva impegnarsi di più per reperire risorse. Arrivare all’ultima edizione così ridotta è stato l’anticamera della fine".

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venerdì, 30 ottobre 2009

 Leonardo, Salemme e la fiction tvLeonardo Bertuccelli


E' arrivato in questi giorni sugli schermi televisivi (sta passando su Sky Cinema) l'ultimo film di Vincenzo Salemme, No problem, che si segnala alla mia attenzione per la presenza di un bambino di Torre del Lago, Leonardo Bertuccelli (nato nel 1999), in un ruolo di rilievo. E' il piccolo orfano bruno ed esile che crede di riconoscere in Arturo Cremisi (Salemme), mediocre attore di soap operas, il suo vero padre, scomparso recentemente. Il film è comico, garbato, con bravi attori (Sergio Rubini, Giorgio Panariello in versione clown, Iaia Forte e la grande Anna Proclemer, la madre di Arturo). Il giovanissimo Leonardo (già apparso in Miracolo a Sant'Anna), è un pulcino spaurito che si attacca al padre putativo con la tenacia dei bambini. Leonardo compare anche nella mini serie in sei puntate Il mostro di Firenze, diretta da Antonello Grimaldi (il regista di Caos calmo), che vedremo su Fox Crime il prossimo novembre, e nella fiction Donna detective 2, diretta da Fabrizio Costa per Rai Uno, anche questa in uscita nella stagione autunno-inverno 2009.


Per la valutazione di No problem, sottoscrivo il giudizio di Marco Giusti (il manifesto): 

Alla fine, snobbate dalla critica e da quel cinema italiano che si sente chissà perché superiore, le commedie cinematografiche di Vincenzo Salemme, arrivate all'ottava in dieci anni, rappresentano un corpo compatto, originale, ben scritto e ben interpretato, che andrà studiato e rivalutato anche nella sua lettura della realtà italiana. In questo 'No Problem', scritto da Salemme assieme al toscano Ugo Chiti come il precedente, e riuscitissimo 'SMS Sotto Mentite Spoglie', si toccano, pur con leggerezza, due tasti importanti di questi tempi, la costruzione della famiglia allargata e multietnica e la lettura popolare della fiction televisiva come proiezione di famiglia ideale.

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mercoledì, 07 ottobre 2009

Salvatori e la fantascienza made in Italy








Tra le ultime uscite in dvd questo mese è annunciato il recupero di un curioso e interessante film di Renato Salvatori: Omicron, Omicrondiretto da Ugo Gregoretti nel 1963. L'attore versiliese è il protagonista di questa storia che miscela in chiave umoristica critica sociale e fantascienza. Una prova di bravura, quella di Salvatori, ma nonostante l'impegno quell'esperienza fu, per l'attore, una fonte di notevole delusione. Renato nel film è Omicron, un extraterrestre del pianeta Ultra che si impadronisce del corpo dell’operaio Angelo Trabucco per organizzare l’invasione della Terra. La sua capacità di adattarsi all’automazione della produzione in serie della fabbrica lo fa apprezzare dai padroni, ma in seguito riemerge l’identificazione con la condizione operaia, e Trabucco-Omicron morirà durante una manifestazione per i diritti dei lavoratori. Gregoretti (anche autore della sceneggiatura), racconta con il sorriso sulle labbra, cosicché il film risulta un divertente e critico apologo sull’organizzazione capitalistica del lavoro (il regista ha in mente la Fiat, paradigma della fabbrica in Italia), allestito prendendo a prestito i moduli della science fiction americana. Premiato a Bordighera, Omicron – che rivisto oggi è quanto mai godibile – ebbe però accoglienza tiepida da parte del pubblico, e Salvatori ne fu deluso: “Lì  mi sono proprio smusato. Ho creduto in quel film – confessò – come nessuno può immaginare. Mi è piaciuto farlo come poche altre cose, perché era un personaggio fantascientifico, uno che arriva da un altro pianeta e si mette nel corpo di un operaio morto per strada in un incidente stradale. Con questa partenza, uno aveva la possibilità di fare quello che voleva… Il film non piacque. Quelli che lo vedevano ridevano, però il pubblico non andava al cinema. Diventai matto per capire il motivo. Alla fine però l’ho centrato: non ci andavano perché è un film televisivo, Gregoretti è un regista televisivo che può fare solo televisione”. Si può sollevare qualche dubbio sulla spiegazione di Salvatori, ma non sulla qualità della sua interpretazione. “Salvatori fu bravo – commentò il regista – come non era mai stato né prima né dopo, non era né il ‘povero ma bello’ né il ‘fratello di Rocco’, come prima, né il ‘becero di sinistra’ come dopo”. 

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mercoledì, 16 settembre 2009

EuropaCinema: Laudadio lascia


Sembra che il 2009 sarà l'ultimo anno della gestione di EuropaCinema da parte di Felice Laudadio. Per il futuro, l'attuale direttore rimanda a un confronto che si svolgerà il 24 settembre alle 13 al Caffè Liberty.

Ma perché Laudadio lascia? Ecco la spiegazione del diretto interessato, contenuta nella prefazione del catalogo di quest'anno.



UNA LUNGA STORIA D’AMORE PER IL CINEMA


di Felice Laudadio fondatore e direttore di EuropaCinema

E’ quella che per 26 anni EuropaCinema ha nutrito e alimentato per il cinema europeo. Il festival, fondato a Rimini nel 1984 con l’aiuto determinante di Federico Fellini, il Grande Riminese che non amava granché la sua città (dove non ha mai girato una sola inquadratura pur ambientandovi i suoi film: uno per tutti: quel meraviglioso capolavoro che è Amarcord), fu in assoluto il primo nel mondo a specializzarsi nel cinema europeo, seguito a ruota negli anni successivi e ancor oggi (vedi Firenze) da innumerevoli imitazioni in Italia e fuori. Pressoché tutti i più importanti film prodotti in Europa in 26 anni sono passati, sotto l’egida del festival, sugli schermi di Rimini (per 4 anni, prima d’essere costretto alla fuga per le pretese lottizzatrici dei partiti al governo della città: respinte, e via), di Bari (per un solo felicissimo anno, il 1988, stroncato da una pretesa di tangente: respinta, e via) e di Viareggio dove approdò da Roma nel 1989 a bordo del mitico “treno del cinema” affollato da un paio di centinaia di cineasti e giornalisti italiani e stranieri, fra i maggiori del tempo. Che fecero di Viareggio per più di un lustro il secondo festival italiano per prestigio culturale e concentrazione di talenti europei, fino a farlo diventare il punto di riferimento della European Film Academy, allora presieduta da Ingmar Bergman e diretta da Wim Wenders, che qui in Versilia organizzò anno dopo anno le proiezioni per la selezione da parte di autorevolissime giurie, dei migliori film europei candidati ai prestigiosi Premi Felix di Berlino (gli Oscar europei).

Ed eccoci all’edizione n. 26 di EuropaCinema che ho diretto per 21 anni, negli altri 5 svolgendo invece il ruolo di presidente poiché impegnato a dirigere la Mostra del Cinema di Venezia e tante altre manifestazioni, fra cui il TaorminaFilmFest e le Grolle d’oro di Saint-Vincent, a presiedere Cinecittà Holding e a creare la Casa del Cinema di Roma (la prima in assoluto, oggi imitata un po’ da tutte le parti). 26 anni: tanti. Troppi. E infatti lascio, senza sbattere la porta, tutt’altro, seppur con una edizione del festival ridotta ai minimi termini sul piano economico ma ancora una volta di altissima qualità sul piano delle proposte. Che parlano da sé: tre grandi film in anteprima, film americani ma che hanno a che fare con le radici europee del cinema USA, oltre ad un bellissimo documentario su quando il cinema hollywoodiano si faceva e si viveva sulle rive del Tevere e sulla Laguna di Venezia; tre grandi rassegne,dedicate ad uno dei maggiori registi italiani, il toscano Paolo Virzì; ad uno dei massimi maestri del cinema di tutti i tempi, Bergman; e all’opera lirica con interpreti eccelsi e direttori sommi quali Karajan e Muti, rassegna da me voluta per la terra di Giacomo Puccini come segno d’affetto per Viareggio e d’addio a questa bellissima città alla quale ho donato qualche anno fa il festival e il suo logo EuropaCinema, tenendo per me solo quello che Fellini mi aveva personalmente donato: il suo disegno autografo e la denominazione del premio a lui intitolato quand’ancora era in vita, e naturalmente il Comitato dei Garanti, un gruppo di prestigiosi registi europei che mi dettero fiducia a livello personale.

Per chi verrà dopo di me, se EuropaCinema come mi auguro avrà un futuro a Viareggio, raccogliere il testimone non sarà impresa facile. Lo dico con molta umiltà, giacché le ragioni sono serie, dovute un po’ alla complessa situazione economico-finanziaria che quest’anno ha portato ad una drastica, terrificante riduzione del budget passato dai 450.000 euro degli ultimi anni a 155.000 Iva inclusa, come si dice in linguaggio burocratico-amministrativo: il che rende “miracoloso”
questo festival con questo programma, se si crede ai miracoli. Ma soprattutto per le difficoltà derivanti dalla proliferazione di altri e ben più costosi festival: quello di Roma per esempio, con i suoi circa 15 milioni di euro a disposizione, ciò che fatalmente sottrae film e cineasti alle altre manifestazioni, più fragili finanziariamente. Se EuropaCinema vuole avere un futuro – mi permetto sommessamente di suggerire agli amministratori comunali e regionali toscani sulla base della mia trentennale esperienza di ideatore e direttore di festival – occorrerà riportare il festival di Viareggio alla primavera, ripristinare le condizioni economiche almeno del recente passato e ancor più individuare la o le professionalità capaci di gestire una macchina complessa come un festival, per dirigere bene il quale serve un patrimonio di conoscenze a livello internazionale con produttori, registi, attori ecc. Senza i quali si possono fare rassegne locali più o meno decenti, ma non festival internazionali come è sempre stato EuropaCinema: vedi le due penultime edizioni dedicate alle cinematografie spagnola (2007) e tedesca (2008) che hanno visto confluire a Viareggio i massimi talenti di quei due Paesi.

Come sarebbe avvenuto anche quest’anno se avessimo potuto dedicare le monografie al cinema britannico o a quello francese che siamo stati invece costretti ad annullare pur dopo averle ripetutamente preparate e annunciate. Fare festival, farli bene, è un mestiere preciso: non un gioco per volenterosi  ragazzi
cinéphiles né per vogliosi docenti universitari. Servono professionisti con forti competenze culturali e organizzative, dotati di indiscussa autorevolezza. Se si riterrà utile chiedermelo, farò un nome sicuro, e magari più d’uno. Sarà altrimenti impossibile riportare sugli schermi di Viareggio, come quest’anno, film prodotti da Peter Jackson, Leonardo DiCaprio e Lawrence Bender e diretti magari da un “mostro sacro” che si chiama Quentin Tarantino.

Alla continuità e al successo di EuropaCinema, che dopo 26 anni sento come una mia creatura, ci tengo troppo, proprio come i viareggini che dal 1989, da 21 anni, amano, seguono e difendono questa manifestazione.



Roma, 14 settembre 2009
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domenica, 13 settembre 2009

 Tempo di cinema

Con settembre si torna a parlare di cinema. Martedì 15 settembre a Firenze, nella sala stampa della presidenza della Regione Toscana, sarà presentato il programma di EuropaCinema 2009. Edizione in tono minore (si terrà dal 21 al 24 settembre), è stato detto, per i soliti motivi di bilancio, ormai ridotto al lumicino: 140mila euro. Il budget appare poca cosa rispetto a qualsiasi altro festival cinematografico di rilievo, ma si tratta di pochi spiccioli anche rispetto alle risorse sulle quali può contare il Bif&st, il Festival del cinema italiano che si terrà a Bari nel gennaio del 2010 (sempre con la direzione di Felice Laudadio), dopo la positiva sperimentazione del 2009. Il numero zero del festival barese, dedicato al cinema italiano, ha infatti avuto un bilancio di 600mila euro. Da notare che Laudadio ha esportato a Bari alcune delle sue iniziative pensate per EuropaCinema: biglietto di ingresso in sala a prezzo politico (un euro), il Premio Fellini per l'eccellenza cinematografica, le lezioni di cinema. Vedremo cosa avverrà, in prospettiva, del festival viareggino. Intanto non resta che scoprire la ricetta “low cost” di quest'anno.

Niente di nuovo, invece, sul fronte del cinema Centrale. L'andamento degli eventi sta dando ragione ai pessimisti. La storica sala di via Battisti rimane chiusa, né pare di vedere lavori in corso. La parrocchia non ha comunicato la data della riapertura, il nome del gestore, la filosofia della programmazione. Il Centrale è chiuso, e basta. Tant'è che si riparla di nuove proteste.

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mercoledì, 10 giugno 2009

Una divertente 'bischerata'








frenesiaweb








La stagione balneare è tornata, e su Ciak di giugno Walter Veltroni, cinefilo con l'hobby della politica, segnala nella sua rubrica (“I luoghi dell'anima”) un simpatico filmetto vacanziero degli anni Sessanta, Frenesia dell'estate, girato a Viareggio (con qualche incursione nella vicina Lucca) dall'abile artigiano Luigi Zampa. Era l'estate del 1963, anche se il film è uscito nel febbraio del 1964. La presentazione del dvd edito da Medusa offre a Veltroni l'occasione per ricordare questa tipica pellicola balneare con spunti comici, che schiera un cast di tutto rispetto: Vittorio Gassman, Michèle Mercier, Sandra Milo, Philippe Leroy, Amedeo Nazzari in un insolito ruolo comico, Lea Padovani, Mario Scaccia e il bravo caratterista Livio Lorenzon.



Fra gli sceneggiatori, accanto a vecchie volpi della commedia all'italiana come Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, anche Mario Monicelli, che una volta, parlando del film mi disse: “Eravamo in tanti a lavorarci, ed era meglio. Il film era una bischerata, e così la responsabilità si diluiva”.



Frenesia dell'estate è una 'bischerata' (termine toscano traducibile in 'scemata') divertente, che offre uno spaccato simpatico della Viareggio estiva della prima metà degli anni Sessanta, dunque ancora piuttosto smagliante. Appare, non accreditato, il grande clown Polidor, nel ruolo del curioso alla tappa viareggina del Giro d'Italia.



Tra le figurine che raccontano la Viareggio estiva di una volta c'è anche la “bombolonaia”, personaggio importantissimo della spiaggia anni Sessanta: donne che giravano con grandi ceste colme di bomboloni, schiacciatine e prelibatezze varie. Ai bambini, dopo il bagno, le mamme (anche la mia) compravano qualcosa da mangiare da queste bombolonaie. In Frenesia dell'estate la venditrice di dolciumi è Sandra Milo, Sandra Milopersonaggio poco realistico perché era una bella donna e le bombolonaie erano in genere simpaticamente tracagnotte (oppure magrissime e nervose) e avanti con gli anni. Capaci comunque di percorrere chilometri a piedi nudi, incuranti della temperatura ustionante della sabbia. 



                                                                   Bagnomaria


Gli sceneggiatori Benvenuti e De Bernardi nel 1999 hanno riciclato il personaggio della bombolonaia nel film Bagnomaria di Giorgio Panariello; questa volta la venditrice è Manuela Arcuri, ancora e comunque troppo bella. Queste signore della spiaggia erano attempate popolane, non top model.

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sabato, 23 maggio 2009

CENTRALE, CONTO ALLA ROVESCIA




Ci siamo. Per il cinema Centrale, giovedì 28 maggio sarà l'ultimo giorno della gestione Carmignani. Finisce malinconicamente un'esperienza ultratrentennale di cinema d'essai (senza contare che la famiglia Carmignani gestisce la sala da più di 60 anni). Il domani è incerto: il 30 maggio, data di consegna delle chiavi alla Parrocchia di Sant'Andrea, la sala chiuderà, e non è dato sapere quando riaprirà, come sarà gestita, da chi, con quali criteri. E' stato detto e ripetuto che il Centrale non è una sala cinematografica in crisi. Nel circuito d'essai toscano rappresenta il miglior risultato dopo Firenze. Facendo un rapporto fra biglietti venduti e popolazione residente, la sala di via Battisti detiene il record regionale.



Un'esperienza culturale importante e consolidata rischia così di essere soppressa .




Il film attualmente in programmazione al Centrale, Il canto di Paloma di Claudia Llosa (Orso d'oro al Festival di Berlino), resterà su fino a mercoledì 27 (con l'interruzione di lunedì 25, per l'appuntamento finale del Cineforum, Stella di Silvie Verheyde). Giovedì 28 sarà il giorno dell'Ultimo spettacolo. Ecco il programma:




Dalle 18 alle 24 in via Battisti: Insieme per protestare contro la chiusura dell'unica sala di cinema d'essai della nostra città; contro la distruzione di una pagina della nostra storia; contro la cancellazione di un luogo d'incontro e di relazioni.



Dalle 18 alle 21: testimonianze, lettura di documenti, esposizione di materiali, animazione.



Ore 21 grande evento: La rabbia di Pasolini (1963), edizione restaurata  a cura di Giuseppe Bertolucci, presentato alla Mostra di Venezia 2008 (ingresso libero).




Io ci sarò. E so già che mi commuoverò.




 


 


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