Laudadio si ripiglia il Festival
Colpo di scena. Dopo il definitivo "no grazie" da parte del Comune, che ha deciso di non accogliere le proposte di Laudadio (andandosene, il patron aveva indicato un possibile successore alla direzione del festival nella persona di Marco Spagnoli, critico e regista cinematografico), il fondatore di EuropaCinema ha diffuso una lettera aperta indirizzata all'assessore alla cultura Ciro Costagliola. Missiva piuttosto pepata nella quale: a) critica la politica culturale del Comune di Viareggio; b) spara a zero contro la Mediateca Regionale Toscana; c) rivela che la donazione del marchio del festival al Comune è nulla, in quanto il deposito è stato rinnovato nel 2006 dalla società romana che ha fin qui organizzato la rassegna; d) confessa l'intenzione (rientrata?) di trasferire armi e bagagli il festival nella vicina Forte dei Marmi. Ma lasciamo la parola all'interessato.
Egregio vicesindaco e assessore, la ringrazio della sua lettera con la quale, nell’apprezzare quantità e qualità del lavoro da me svolto a Viareggio per 21 anni, il Comune prende atto della mia decisione di interrompere l‘attività di direttore di EuropaCinema, almeno nella sua città. Decisione per altro maturata già da tempo, più esattamente dal momento dell’insediamento della nuova Amministrazione comunale le cui politiche culturali mi sono subito apparse quanto mai evanescenti e contraddittorie, e soprattutto eterodirette. Vorrei ricordarle in proposito la lettera di licenziamento inviatami il 7 gennaio 2009 che lei ebbe l’ingenuità (?) di firmare pur essendo stata scritta da altri, nella fattispecie da una dirigente della Mediateca Toscana Film Commission, come da lei (assessore) tardivamente confessatomi in un suo raro slancio di lealtà.
“Licenziamento” che non ebbe alcun seguito solo perché il mio impegno era contrattualmente vincolato alla realizzazione dell’edizione 2009, la 26.a del festival, che ho portato a compimento con indiscussi risultati, garantendo a Viareggio fra l’altro l’anteprima assoluta di uno dei film più belli e di successo dell’anno, “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino, e la presenza di due mostri sacri del cinema italiano quali Paolo Virzì e Laura Morante, oltre a numerose altre personalità, nonostante i ridicoli mezzi finanziari a disposizione e malgrado quel grottesco tentativo di liquidarmi che ha profondamente incrinato qualunque successivo rapporto i fiducia con l’Amministrazione viareggina (di destra) e con la Toscana Film Commission (di sinistra. Di sinistra?).
L’avventura viareggina di EuropaCinema termina dunque qui. E non solo perché io lascio, ma soprattutto in ragione del fatto che il marchio EuropaCinema non appartiene né al Comune di Viareggio né a me personalmente (come in passato) ma ad una società che dopo la sua scadenza lo ha regolarmente depositato il 13/10/2006, ottenendone la registrazione l’8/10/2009 col n. 1220835. A nulla serve dunque l’averlo depositato, da parte del Comune, il 22/11/2007, oltre un anno dopo, illegittimamente. Il che annulla anche l'uso gratuito del marchio che io avevo concesso al Comune riassumendo nel 2002 la direzione del festival, dopo esserne stato il presidente durante gli anni della mia direzione della Mostra del Cinema di Venezia e di presidente di Cinecittà.
E comunque mai avrei donato e donerei il marchio EuropaCinema ad una città la cui amministrazione, quale suo primo atto nei confronti del festival, ne licenzia per raccomandata il fondatore e direttore storico senza neppure accorgersi dell’impossibilità giuridica di farlo e senza neppure consultarlo prima. Un comportamento da dilettanti le cui conseguenze ricadono purtroppo sui cittadini di Viareggio, o almeno su quelli – e sono tanti - che dal 1989 in poi hanno seguito, apprezzato e sostenuto le attività di EuropaCinema. E’ soprattutto per loro che mi dispiace che la “bella storia” viareggina di EuropaCinema si concluda in così malo modo.
Ho provato a proporre al Comune una soluzione professionale alternativa, indicando un nuovo, capace direttore, inutilmente. E sono stato anche tentato per qualche settimana di riproporre a Forte dei Marmi la grande esperienza di quel festival, per non privare del tutto la Versilia di un evento internazionale di cinema fortemente accreditato da oltre cinque lustri. Ma poi vi ho rinunciato, nella consapevolezza che mi ritroverei nuovamente a che fare con un ente un po’ impiccione quanto incompetente quale la Mediateca Toscana Film Commission. A meno che il Forte non si senta tanto forte da poterne fare a meno.
Felice Laudadio
Le reazioni (1). Ciro Costagliola, assessore alla cultura in carica:
"La lettera di Laudadio mi amareggia. In particolare quando afferma che il Comune di Viareggio non è proprietario del marchio del festival. Questa cosa mi sorprende perché a più riprese, e anche in occasioni pubbliche, lo stesso Laudadio ha detto e ripetuto di aver donato il marchio al Comune di Viareggio. L’ultima volta alla fine dell’edizione del Festival di quest’anno, nel corso della conferenza pubblica al teatro Politeama. Ricordo in proposito, anni fa, la firma di un documento che formalizzava la cessione. Per l’amministrazione comunale siglò l’intesa l’allora sindaco Marco Marcucci. Noi riteniamo di avere il diritto di usare la dizione EuropaCinema e lo rivendicheremo. Ma anche se dovesse essere il contrario, cambieremo la ‘ragione sociale’ del festival".
Le reazioni (2). Cristina Boncompagni, ex assessore alla cultura della giunta Marcucci:
"Posso essere assolutamente testimone del fatto che il marchio EuropaCinema è stato prima dato in comodato gratuito e poi donato alla città di Viareggio. Tanto è vero che l’amministrazione precedente aveva fatto una delibera di acquisizione del marchio e aveva richiesto la registrazione nel novembre del 2007. Per tutto il periodo del mio mandato e anche dopo ho sempre sentito parlare di donazione, anche in pubbliche occasioni. E poi ci sono degli atti amministrativi che lo confermano. Se è stata fatta una registrazione nel 2006, ciò mi sembrerebbe molto grave. Mentre da una parte si regalava il marchio alla città, nel frattempo si cercava di costruire le premesse per un eventuale controllo futuro del logo e del nome del festival. Mi pare un’azione furbesca e un po’ sleale, certamente sgradevole. Per quanto riguarda il rapporto dell’attuale giunta con EuropaCinema arrivare a questo punto è stato un grave danno per la città. Ora si parla di rilancio: me lo auguro per Viareggio, però in questi ultimi 12 mesi si dovevano cercare soluzioni per garantire la continuità del festival. Infine, non trovo giustificate le critiche di Laudadio alla Mediateca Toscana. Ha aiutato il festival con un crescente impegno promozionale e finanziario. I soldi della Regione sono arrivati attraverso la Mediateca. Il Comune doveva impegnarsi di più per reperire risorse. Arrivare all’ultima edizione così ridotta è stato l’anticamera della fine".