E anche Nicheli se n'è andato
E' morto domenica, per un ictus fulminante, Guido Nicheli. Bergamasco, aveva 73 anni. Era un caratterista del cinema comico, specializzato nel ruolo dell'industrialotto lombardo, superficiale e ignorante quanto basta. Personaggio snob (nel senso letterale, sine nobilitate), sempre più o meno uguale, da lui reso con incisività da uno spiccato dialetto lombardo e da un lessico particolare. A me stava simpatico. Da questo punto di vista, si poteva considerare l'erede naturale di grandi caratteristi particolarmente abili a impersonare la figura del 'cumenda' milanese, quali Mario Carotenuto (negli anni Cinquanta-Sessanta) e Gigi Ballista (negli anni Settanta). Si affaccia al grande schermo nel 1975, ma comincia a farsi notare nel decennio successivo. E si deve dire che queste stimmate degli anni Ottanta se le è portate sempre dietro. Carlo Vanzina lo ha chiamato varie volte e le sue apparizioni più gustose sono legate a Sapore di mare e a Vacanze di Natale, dove fa l'industrialotto fanatico delle auto di lusso: "Via della Spiga - hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing". Sul piccolo schermo era 'esploso' come lo Zampetti, il papà (anzi, il 'papy') della bellona della classe nella serie Terza C. La sua ultima apparizione cinematografica è stata in Vita Smeralda, di Jerry Calà.








