Cucinotta: chi l'ha vista?
L'anno scorso il regista esordiente Angelo Frezza scelse Viareggio e la Versilia (insieme a Prato) per gli esterni di Sweet Sweet Marja, interpretato da Maria Grazia Cucinotta. Il film, uscito alla chetichella alla fine di luglio di quest'anno, è entrato subito nel novero dei titoli 'invisibili', nel senso che ha avuto una distribuzione a dir poco limitata. Qui da noi non è proprio uscito, così ho preso a noleggio il dvd, e devo dire che trattasi di un film piuttosto bruttarello. Gli scorci versiliesi non mancano, a cominciare dai titoli di testa, montati su riprese aeree della spiaggia viareggina. Nel girato inoltre si vedono bene Marina di Pietrasanta, piazza Mazzini, la zona di piazza Puccini e dintorni, la spiaggia con ombrelloni e regolamentare tramonto sul mare. L'albergo Principe di Piemonte ha un ruolo centrale tra le location, mentre tra i volti locali spiccano quelli del direttore dell'hotel Principe, Alessandro Augier (nel ruolo di se stesso) e di Vania Della Bidia, miss lucchese che sullo schermo fa la hostess per una ditta di telefonia mobile.
Purtroppo a latitare è proprio il film, che dilata il soggetto di un cortometraggio dello stesso Frezza, La piantina, dove si narra di una cena scombussolata da una pietanza alla marijuana. Dicono che il corto sia buono (non l'ho visto); purtroppo il film, sceneggiato da Frezza con Corrado Calda, che è anche l'inespressivo protagonista maschile, fallisce completamente l'obiettivo. Non tanto per i noti limiti artistici della Cucinotta, ma proprio per gravi lacune della sceneggiatura. Non si capisce se Sweet Sweet Marja voglia attingere al genere demenziale o al grottesco, e comunque non ha molta importanza, perché rimane irrisolto. Ma a fallire è proprio la scena madre della cena, che vorrebbe essere il disvelamento della vera natura dei commensali. E' proprio qui che il film naufraga irrimediabilmente. E dispiace vedere un attore capace come Adolfo Margiotta costretto a strafare nel tentativo di colmare le lacune di questa impresa. Ultima cosa: la pubblicità del film allude allo spogliarello di Maria Grazia Cucinotta. Ma anche lo strip è all'acqua di rose, appena accennato. Lei si addormenta prima di entrare nel vivo, il pubblico pure.








